«Il 7 giugno è la festa del militarismo imperante. Faccia il popolo che diventi giorno di protesta e di rivendicazione»: così scrivevano gli anarchici anconetani nel 1914 sul loro giornale “Volontà”, a ribadire quell’antimilitarismo che dall’impresa coloniale italiana in Libia era diventato uno dei temi portanti della propaganda sovversiva. Le manifestazioni pubbliche nel giorno della festa dello Statuto vengono però prontamente proibite dal governo, pertanto il comizio organizzato dalla Camera del lavoro si tiene in forma privata nei locali repubblicani di Villa Rossa.

All’uscita, le forze dell’ordine sbarrano il passo ai dimostranti. Lo scontro è inevitabile e si conclude con il fuoco dei carabinieri sulla folla e la morte di tre ragazzi. La reazione dei dimostranti è immediata e da quel momento parte la rivolta che sarà ricordata come “Settimana rossa”. La Cgdl proclama quarantotto ore di sciopero generale, durante il quale si verificano tafferugli più o meno gravi nelle principali città del Regno, ma è soprattutto in provincia di Ancona e in Romagna che l’agitazione si radicalizza in un vero e proprio moto insurrezionale. Intere zone restano per diversi giorni in mano agli insorti e, complici le difficoltà nelle comunicazioni e nella circolazione delle notizie, si accendono le illusioni che la rivoluzione sociale sia a portata di mano, che si sia ad un passo dal fare la Repubblica. Vengono occupate le stazioni ferroviarie, attaccati i circoli monarchici, assaltate e talvolta bruciate le chiese, piantati in diverse piazze gli alberi della libertà, antichi simboli rivoluzionari.

Fu «un moto spontaneo d’indignazione popolare», come lo definirà Errico Malatesta, non preordinato né controllato dai dirigenti politici e sindacali delle sinistre. Pochi mesi dopo, la prima guerra mondiale sconvolge il quadro interno e internazionale, segnando una cesura netta nella storia contemporanea. Il ricordo della Settimana rossa, spesso trasfigurato nel suo mito barricadiero, sarà coltivato soprattutto dal movimento anarchico, mentre oggi, in occasione del centenario, è stato recuperato anche per iniziative istituzionali volte a valorizzare un evento significativo della tradizione storica locale.

Le edizioni Gwynplaine di Camerano (AN) hanno pubblicato in collaborazione con l’Archivio-Biblioteca Travaglini di Fano (PU) e il gruppo Anarchici/che Valcesano una graphic novel sui fatti della Settimana rossa, con la sceneggiatura di Luigi Balsamini, Pamela Galassi, Marco Mattioli, Vittorio Sergi, i disegni di Filippo Mattioli e le chine di Massimiliano Paladini. Nel fumetto sono percorse le vicende di due ragazzi, facchini del porto, e una ragazza, rammendatrice di reti da pesca, che si trovano a vivere quei giorni di rivolta. La narrazione è di fantasia, ma si sviluppa sulla base di un’approfondita conoscenza storica del periodo, per dar vita a un racconto il più possibile verosimile e appassionante, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico più vasto di quello generalmente intercettato dalla saggistica storiografica.

«Il tempo è una porta aperta», scrivono gli autori nella prefazione, suggerendo l’idea di un dialogo continuo tra presente e passato e auspicando che la memoria storica delle lotte sociali non si perda nelle nuove generazioni. Al contrario, la speranza è che quel desiderio di un mondo migliore e più giusto espresso cento anni fa, raccontato oggi da un fumetto storico, possa venire attualizzato e si faccia strumento per affrontare il presente con maggiore consapevolezza, per potersi infine «riappropriare di una storia ancora viva, di un presente che porta con sé le promesse del passato».

Il fumetto è seguito da quindici tavole a colori, ovvero una selezione dei migliori lavori presentati al concorso grafico bandito dalla Biblioteca Travaglini dal titolo La settimana rossa del 1914: storia, memoria e immaginazione della rivoluzione sociale, a cui erano ammessi disegni e illustrazioni che traessero ispirazione da quel moto insurrezionale, affrontandolo graficamente con tecnica e chiave interpretativa libere. Tutte le tavole, sia quelle del fumetto che quelle del concorso, sono rilasciate in licenza creative commons (CC BY-NC-SA 4.0).

Sinossi

Bruno, Iole e Sante, tre ragazzi di Ancona, lavoratori del porto, poveri e precari della città. Le vite costrette tra navi da scaricare e reti da rammendare. Errico Malatesta, rivoluzionario da sempre, nemico pubblico, è tornato in città dopo un lungo esilio. Ad un tratto, la quotidianità viene travolta dagli avvenimenti di quella che sarà ricordata come la “Settimana rossa” del giugno 1914.

Un comizio antimilitarista, indetto da anarchici, socialisti e repubblicani si chiude nuovamente, dopo tante stragi, col piombo delle forze dell’ordine e tre corpi sul selciato. La reazione dei “sovversivi” questa volta è immediata. E determinata. La popolazione scende in strada, occupa le piazze, caccia via carabinieri e guardie costringendoli a trincerarsi nelle caserme. Lo sciopero è generale, i treni fermi, negozi e magazzini assaltati e il cibo redistribuito, le comunicazioni interrotte dai dimostranti che abbattono le linee telefoniche e telegrafiche.

I tre ragazzi non resistono al richiamo. La festa della rivoluzione è anche la loro. Finalmente la vita quotidiana scompare, sentono di aver preso il destino nelle proprie mani, convinti che sia giunta l’ora di sbarazzarsi in un sol colpo del re, dell’esercito, dei signori e anche dei preti. Che fare? La città di Ancona rimane per alcuni giorni come sospesa in una calma piena di tensione rivoluzionaria e di incertezza. Intanto, la rivolta è contagiosa e si propaga nel resto della provincia: Fabriano, Jesi, Senigallia e oltre; notizie di scontri e tafferugli provengono dalle principali città italiane, mentre in Romagna lo sciopero acquista il carattere di una insurrezione radicale e diffusa.

Ma la rivoluzione sociale, tanto attesa, non arriva: troppe le divisioni e le incertezze dei dirigenti, troppo forte la repressione e la minaccia dell’esercito. Ancona e il resto del paese tornano sotto lo stivale dei militari, la strada è spianata verso la prima guerra mondiale. I fumaioli delle navi, giù al porto, riprendono a sbuffare fumo nero, ma Bruno, Iole e Sante sono già altrove, la passione per la libertà attraverserà ancora la storia.

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Bibliografia

Carassai M., Gabbanelli P., Lucantoni N. e Mobili E. (eds.) 2014
La Settimana rossa cento anni dopo, Catalogo della mostra (Ancona, Mole Vanvitelliana, 7 giugno-20 luglio 2014), Ancona: Affinità elettive
Carboni V. 2014
Una storia sovversiva. La Settimana rossa ad Ancona, Milano: Zero in condotta
Lotti L. 1972 (I ed. 1965)
La Settimana rossa: con documenti inediti, Firenze: Le Monnier
Luparini A. 2004
Settimana rossa e dintorni. Una parentesi rivoluzionaria nella provincia di Ravenna, Faenza: Edit Faenza
Luparini A. e Orlandini L. 2014
La libertà e il sacrilegio. La Settimana rossa del giugno 1914 in provincia di Ravenna, Ravenna: Pozzi
Papini M. 2013
Ancona e il mito della Settimana rossa, Ancona: Affinità elettive
Piccinini G. e Severini M. (eds.) 1996
La Settimana rossa nelle Marche [Ancona]: Istituto per la storia del movimento democratico e repubblicano nelle Marche
Rosati C. 2014
Il processo alla Settimana rossa, Ancona: Affinità elettive
Samorì S. 2014
La settimana rossa 7-14 giugno 1914: la libertà non si vota si strappa, Cesena: Il Ponte vecchio
Severini M. (ed.) 2014
La Settimana rossa, Roma: Aracne

Risorse on line

Settimana rossa, a cura del Gruppo Anarchico “Kronstadt” di Ancona
https://www.facebook.com/pages/La-Settimana-Rossa-il-centenario/575719935810670
“Comitato per il 100° anniversario della Settimana rossa”, coordinato dall’Istituto Gramsci Marche
http://lasettimanarossa2014.jimdo.com
“Comitato per il centenario della Settimana rossa in provincia di Ravenna”
https://www.facebook.com/settimanarossa
Settimana rossa, in particolare riferita all’area romagnola, a cura di Luciano Lucci
http://alfonsinemonamour.racine.ra.it/alfonsine/Alfonsine/cosa_fu_la_settimana_rossa.htm
Due brevi fumetti sulla Settimana rossa, opera di Fausto Medori e Francesco Paciaroni
http://7giornirossi.blogspot.it
Archivio-Biblioteca Enrico Travaglini di Fano (PU)
http://bibliotecaliberopensiero.it