1. Normandia e Linea Gotica, un paragone impossibile?

Da sempre, quando si parla delle potenzialità turistico-culturali della Linea Gotica, si fa riferimento alla Normandia quale esempio riuscito nell’ambito del turismo legato alla Seconda guerra mondiale. Anche se è ovvio, lo premettiamo ugualmente: le due realtà non sono tra loro comparabili, ma è proprio da questo raffronto impossibile che si possono in realtà intravedere le potenziali linee d’azione per predisporre un piano di marketing territoriale atto a costruire il prodotto turistico-culturale “Linea Gotica”.

La Normandia all’inizio viene frequentata soprattutto da reduci americani, che tornano sui campi di battaglia dove hanno combattuto; di contro alcuni appassionati di militaria, con le proprie collezioni private, allestiscono piccoli musei, molto frequentati dagli stessi reduci che vi ritrovano i medesimi oggetti usati quand’erano soldati.

Il vero salto di qualità a livello turistico lo si deve, tuttavia, ai film prodotti da Hollywood, in primis Il giorno più lungo [1] e il più recente Salvate il soldato Ryan [2], che decreta il rilancio della Normandia come meta; a quest’ultimo film fa seguito la serie televisiva Band of brothers [3], oltre che la realizzazione di diversi videogames della serie “sparatutto”, in particolare Medal of honor [4] e Call of duty [5], tanto che oggi la Normandia è entrata nell’immaginario collettivo delle persone quale meta per eccellenza del turismo legato ai luoghi della Seconda guerra mondiale.

E la Linea Gotica?

Anche la Linea Gotica è stata, ed è tuttora, frequentata da reduci e dai loro familiari; allo stesso modo sul territorio sono sorti piccoli musei con collezioni di militaria. Ciononostante essa non è ancora diventata una meta turistica riconosciuta. Perché?

La carta vincente della Normandia è rappresentata dalla semplicità del suo brand: lo sbarco. Infatti le relative vicende belliche sono legate a un’imponente operazione militare – nome in codice Overlord – che si svolse il 6 giugno 1944 su un ampio territorio costiero, mentre la Linea Gotica è una linea di difesa, che venne interessata dagli eventi militari a partire dall’estate 1944, fino alla primavera 1945. Questo lungo periodo racchiude una vasta teoria di operazioni militari, che hanno coinvolto porzioni più o meno ampie di territorio, una su tutte l’operazione Olive, scattata il 25 agosto 1944 nelle Marche e conclusa il 29 settembre dello stesso anno, dopo la presa di Rimini. Fulcro di tale operazione è stato, riprendendo il gergo pugilistico, il famoso “uno-due”, ovvero: il primo “pugno” viene sferrato sulla costa adriatica dall’armata britannica, mentre il secondo, dopo una ventina di giorni, è portato da quella americana al centro della Linea Gotica nella zona del Mugello, interessando anche tutta la parte occidentale.

Oltre alle numerose operazioni militari che si sono succedute, l’altra differenza tra i due luoghi è rappresentata dal terreno, per lo più montuoso e ricco di fiumi, anche in pianura e dove ogni valle, sia a sud che a nord degli Appennini, ha storie completamente diverse, unite solo dai perimetri variabili delle molte operazioni belliche. Un’altra differenza è rappresentata dagli eserciti in campo: mentre in Normandia si sono affrontati americani, canadesi, inglesi e tedeschi, in Italia le nazioni coinvolte sono 38 (oggi sono 52). Inoltre si deve considerare il coinvolgimento degli italiani: dai partigiani, ai soldati del ricostituito esercito italiano, cobelligeranti con gli Alleati, fino agli aderenti alla Repubblica sociale, schierati, questi ultimi, con le armate tedesche. In tal modo nel “mondo Linea Gotica” s’inserisce anche la difficoltà legata all’aspetto politico-ideologico della guerra. Ultima, ma non meno importante, è la criticità delle memorie delle stragi e degli eccidi, che punteggiano le valli marchigiane, toscane, romagnole ed emiliane, oltre che i tanti bombardamenti navali, terrestri e aerei, gli sfollamenti e i rastrellamenti attuati per reperire la manodopera da destinare al lavoro coatto.

Ed è proprio a causa di questa moltitudine variegata di tematiche, tutte importanti e nessuna predominante, che, non solo risulta impensabile tout court il paragone con lo scenario francese, ma soprattutto diventa impossibile individuare il giusto brand turistico italiano; quindi il problema che la Linea Gotica deve risolvere è capire come “costruire” la propria narrazione.

2. Linea Gotica, una crono-geografia storica

Come abbiamo detto, lo sbarco in Normandia coinvolge le difese tedesche posizionate sulla spiaggia e nelle immediate retrovie, interessando i dipartimenti della Manica e del Calvados, parte della regione amministrativa della Bassa Normandia. Si tratta, dunque, di un’unica operazione militare svolta in un lasso di tempo limitato e su un territorio ben definito.

Per la Linea Gotica, invece, il discorso è più complesso. Il 25 agosto 1944 l’8ª armata britannica oltrepassa il fiume Metauro, dando inizio all’operazione militare Olive. Il 12 settembre 1944, mentre le operazioni nel settore adriatico non procedono con la velocità sperata, anche l’armata americana passa all’attacco nel settore toscano del Mugello. Dopo lunghi ed estenuanti combattimenti, il 18 settembre gli americani sfondano la linea. Bologna sembra essere vicina e facilmente raggiungibile, invece gli americani vengono fermati prima a Monte Battaglia, successivamente a Livergnano e a Monte Belmonte. Dopo la metà di ottobre, la spinta americana raggiunge gli ultimi contrafforti appenninici bolognesi di Monte Grande e Monte Calderaro e su queste cime, alla fine del mese, viene definitivamente bloccata, a pochi chilometri dall’obiettivo dichiarato: Bologna. Anche a ovest i progressi americani ristagnano, dopo la liberazione di Lucca il fronte si posiziona sulle Alpi Apuane, fino al canale del Cinquale, poco a sud di Massa, dove si attesta. Tornando al settore adriatico, l’avanzata inglese, dopo la conquista di Rimini del 21 settembre 1944, procede in due direzioni: verso nord – Ravenna viene liberata con l’aiuto dei partigiani il 4 dicembre – e verso Bologna; sempre nello stesso mese il fronte si arresta poi lungo il corso del fiume Senio. Solo verso la metà dell’aprile 1945 l’armata britannica e quella americana riprendono le operazioni belliche. Bologna viene infine liberata il 21 aprile, Ferrara il 24 aprile, e il 2 maggio si conclude la guerra in Italia.

Come si può notare, negli otto mesi di guerra, l’area geografica interessata dai combattimenti per la Linea Gotica è davvero molto estesa e coinvolge il territorio delle attuali province di: Pesaro e Urbino, Arezzo, Firenze, Lucca, Pistoia, Prato, Massa-Carrara, La Spezia, Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena, Ferrara, Bologna e Modena.

3. Iniziative regionali e nazionali

Nel tempo la Linea Gotica è stata oggetto di attenzione da parte delle istituzioni pubbliche, in primis della Regione Emilia-Romagna. Nel 1995 l’Istituto reginale dei beni artistici, culturali e naturali (Ibc), in occasione del 50° anniversario della Liberazione, organizza una serie di incontri su tutta l’area appenninica afferente alla Linea Gotica e due anni più tardi, nel 1997, elabora il Progetto Linea Gotica.

A tal proposito, Vito Paticchia, referente dell’Ibc per tale progetto, scrive in occasione di un convegno del 2008:

Raccogliendo la proposta proveniente dalle realtà locali per un programma di interventi finalizzato a preservare la memoria della guerra e della resistenza e a tutelare i luoghi dove quegli eventi si erano svolti, la Giunta regionale incaricava l’Istituto Beni Culturali di avviare la ricerca su alcune aree-campione per verificare qualità e quantità dei reperti storici di varia natura e tipologia collegati al passaggio del fronte e alla lotta di liberazione. Chiedeva inoltre di avanzare proposte operative. Questa iniziativa scaturiva dalla considerazione che la Linea Gotica, come luogo della memoria storica non solo regionale e nazionale, ma europea e internazionale, conserva ancora oggi un potenziale di evocazione collettiva tale da poter essere trasformato, con interventi mirati, in una risorsa culturale e turistica con effetti duraturi su tutta la fascia appenninica al confine con le Marche e la Toscana. A seguito di queste indagini, si attivavano altri strumenti della programmazione regionale: la LR 20/1990 sui Musei di Ente locale, nel triennio 1996-1998, finanziava speciali interventi per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, per il potenziamento dei servizi offerti al pubblico e per la predisposizione di nuovi Musei. Negli anni 1999-2000, in occasione di Bologna 2000, capitale europea della cultura e del 55° Anniversario della Liberazione, la Regione predisponeva un piano straordinario di interventi. Attraverso LR 3/93 l’Assessorato regionale al Turismo inseriva il progetto Linea Gotica tra i Progetti speciali finalizzati e pubblicizzava un Bando per il recupero e la valorizzazione di manufatti e siti storici e per l’allestimento di 20 itinerari attrezzati a fini didattici e di turismo culturale [Paticchia 2008].

Dopo essere stati individuati, una ventina dei principali luoghi della Linea Gotica in Emilia-Romagna vengono ripuliti, resi accessibili e dotati di grandi pannelli illustrativi. Nel 2005 il Progetto Linea Gotica ha il proprio compimento con l’uscita del volume Emilia Romagna. Itinerari nei luoghi della memoria 1943-1945 [Ronchetti e Paticchia (eds.) 2005].

Anche la Regione Toscana s’interessa a questa tematica, col proposito di realizzare il Parco culturale della Linea Gotica.

Scrive Lucia Magneschi, funzionario della Regione Toscana presso l’Unità operativa complessa musei, paesaggio e attività culturali, in occasione del medesimo convegno del 2008:

Parlare di Parco della Linea Gotica come ha fatto in questi ultimi anni la Regione Toscana ha avuto il significato di porre all’attenzione pubblica gli eventi di quel periodo storico, il vissuto delle popolazioni, ma anche di formulazione di una proposta ai visitatori più in generale di conoscenza storica unita alla fruizione di un territorio da percorrere. La cristallizzazione del Parco la sua musealizzazione con la contemporanea sovrapposizione di altri parchi (P. della Pace di S. Anna, Monte Giovi, letterario ecc.) in un pericoloso incrocio di segnaletiche e sovrapposizioni che vanificherebbero il significato stesso di Parco annientandosi a vicenda è il pericolo che abbiamo voluto evitare. La strada ci è sembrata invece quella di proporre all’attenzione il significato degli eventi accaduti e la fisicità del territorio che può essere percorso e agito. Coinvolgimento delle istituzioni e comunità locali protagonisti e animatori di ogni intervento sul territorio, promozione e sostegno della percorribilità del territorio [Magneschi 2008].

Tale interesse si concretizza, sempre nel 2005, con l’uscita del volume Paesaggi della memoria. Itinerari della Linea Gotica in Toscana [Ridolfi (ed.) 2005], come pure del libro Il Parco Culturale della Linea Gotica in Toscana. Atti della giornata di studi, Marina di Carrara, 16 novembre 2005 [Magneschi (ed.) 2005].

Per quanto riguarda la Regione Marche, a quanto siamo riusciti a verificare, nel 2016 indice un bando, rifinanziato anche negli anni a venire, denominato Progetto offensiva Linea Gotica estate-autunno 1944: valorizzazione documenti e luoghi, tramite il quale, come recita lo stesso testo:

intende promuovere la conservazione e la valorizzazione del territorio marchigiano attraversato dalla Linea Gotica, sostenendo la raccolta e la conservazione di documenti, le rievocazioni storiche, la valorizzazione del patrimonio esistente e la salvaguardia dei luoghi della memoria [6].

Come si evince, negli anni Duemila si è molto trattato di Linea Gotica e non è un caso che proprio nel 2000 in Emilia-Romagna siano usciti gli atti del convegno Un futuro per il passato: memoria e musei nel terzo millennio [Di Valerio e Paticchia (eds.) 2000]. Nel 2005 viene quindi dato alle stampe un altro volume, Percorsi della memoria. 1940-1945 la storia, i luoghi [Paticchia (ed.) 2005]. Infine, nel 2009, l’Ibc stipula una convenzione con l’Uncem (Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani) – Delegazione Emilia Romagna e le Istituzioni locali per «la realizzazione di un sistema territoriale a rete della “Linea Gotica”» [7].

Nel 2012, inoltre, l’Agenzia per lo sviluppo di Roma, Invitalia, presenta a Bologna un dettagliato studio-progetto, finanziato dal Ministero per lo sviluppo economico, dal titolo Azioni di sistema volte alla valorizzazione del potenziale territoriale in chiave turistico-culturale della Linea Gotica; lo studio ha l’obiettivo generale di:

affiancare la Regione Emilia-Romagna nell’individuare le azioni più idonee per la valorizzazione e la promozione dei territori della Linea Gotica in chiave turistico-culturale. Parte attiva dell’intervento sono gli stakeholders istituzionali, in particolare i Comuni della Linea Gotica e gli altri attori interessati alla tematica con molteplici finalità [8].

Tra le varie iniziative istituzionali riguardanti l’ambito della Linea Gotica ricordiamo, altresì, l’iniziativa parlamentare denominata I sentieri della memoria: la Linea Gotica, proposta dalla parlamentare Emma Elena Cordoni nell’anno 2004 e riproposta nel 2006 [9].

4. La Linea Gotica oggi

Le realtà territoriali legate alla Linea Gotica sono oggi in grande fermento, anche se ognuna rappresenta un mondo a sé stante, scollegato dalle altre. Se da una parte, infatti, nascono nuovi musei, nuovi sentieri dedicati, vengono recuperati bunker e trincee, perlopiù a opera di volontari, dall’altra, queste stesse realtà faticano a continuare la loro attività e per tutte comunque rimane l’annoso problema del reperimento delle risorse finanziarie.

Per quanto riguarda invece i prodotti turistici accessori che affrontano il tema della Linea Gotica nella sua interezza, sono state pubblicate due guide turistiche [Ronchetti 2018; Melis 2019], tre guide-road-book d’itinerari outdoor di lunga percorrenza [Pela 2018; Paticchia, Brusa e Gherardi 2017; Pela e Meschini 2011] e un libro-diario di viaggio che ripercorre uno di questi tre percorsi [Fabbri 2017]. Infine sono da segnalare una guida che raccoglie singoli itinerari [Ardito 2015] e due specifiche mappe storico-turistiche [Amicarella e Guglielmi 2016].

Nel 2009, poi, per proseguire le attività del progetto Storie di uomini in guerra sulla Linea Gotica, avviato nel 2000 dall’associazione Vecchia Filanda di Fanano (Modena), viene costituita l’associazione Linea Gotica – Officina della Memoria, con l’obiettivo di considerare l’intera Linea Gotica un unico prodotto turistico-culturale. A questo scopo sono stati realizzati, con risorse proprie, il sito internet www.lineagotica.eu e l’applicazione per smartphone Linea Gotica. Quest’ultima, disponibile gratuitamente su Google Play e App store, guida letteralmente il turista ai principali luoghi di memoria, ai musei e agli itinerari, fornendo le basilari informazioni storiche. Inoltre l’associazione ha appena pubblicato un volume di narrativa, intitolato Di guerra e di genti. I 100 racconti della Linea Gotica [Marchi, Ronchetti e Turchi 2020], che, coerentemente alle finalità della Public History e col rigore della ricerca storica, narra le principali vicende legate al fronte di guerra della Linea Gotica, dall’agosto 1944 all’aprile 1945, attraverso cento episodi, che vedono come protagoniste persone realmente esistite, rappresentative di tutte le parti in conflitto.

Uno dei punti fondanti dell’associazione, infine, è sempre stata la ricerca delle testimonianze delle persone che hanno vissuto la guerra combattuta lungo la Linea Gotica. Partendo proprio da questo patrimonio, nel 2003 viene ideata la metodologia didattica del “diorama vivente” [10], metodologia proposta a scuole e a gruppi di adulti, allo scopo di far riflettere sulla complessità della guerra e di suscitare domande più che fornire risposte.

5. Lo stato dell’arte della storiografia

Anche a livello storiografico le vicende legate alla Linea Gotica hanno avuto difficoltà a venire affrontate in modo sistematico. Gli unici studi in tal senso derivano dai due convegni del 1984 e del 1990: Linea Gotica 1944 [Rochat, Santarelli e Sorcinelli (eds.) 1986] e Al di qua e al di là della Linea Gotica 1944-1945 [Arbizzani (ed.) 1993]. A parte questi due casi, solo recentemente gli istituti storici e le università hanno iniziato a muoversi in questa direzione; si vedano in tal senso il volume Linea Gotica come luogo di memoria [Angeli Munoz 2014] e ancor più il libro Comunità in guerra sull’Appennino [Carrattieri e Preti (eds.) 2018], che prende le mosse dall’omonimo convegno svoltosi nel 2014. Infatti, come scritto nella premessa di quest’ultimo volume, è prima di tutto indispensabile definire le politiche del lavoro storiografico necessario ad «abbracciare» [Carrattieri e Preti (eds.) 2018, 14] la complessità del “mondo Linea Gotica” e comporre il quadro delle politiche di memoria da attuare. A questo proposito segnaliamo due interessanti studi contenuti nel medesimo volume: Politiche della memoria per la Linea Gotica di Paolo Pezzino e La Linea Gotica nella memoria pubblica: il ruolo degli istituti culturali e delle associazioni private di Mirco Carrattieri.

6. Quale può essere il brand della Linea Gotica?

Ciò premesso, cerchiamo di capire quale potrebbe essere il percorso da intraprendere per sviluppare la Linea Gotica da un punto di vista turistico-culturale fino a poterla eventualmente annoverare fra gli itinerari culturali accreditati dal Consiglio d’Europa.

Come abbiamo visto, per la Normandia è risultato davvero semplice individuare la parola chiave “sbarco” e in essa è racchiusa tutta la propria narrazione: dalle spiagge, ai bunker, alle collezioni, ai musei e ai cimiteri. Tale parola è infatti talmente semplice che il marketing turistico ha potuto usarla con grande efficacia, inventando slogan tipo: “I luoghi dello sbarco”, “Le spiagge dello sbarco”, “I musei dello sbarco”, eccetera.

Quale potrebbe essere invece la parola chiave per la Linea Gotica? Paradossalmente la risposta anche in questo caso è altrettanto semplice, seppur disarmante: non esiste, non può esistere. Quindi, che fare?

In passato spesso si è ragionato sulla realizzazione di due o tre grandi musei nelle più importanti città in questione: Bologna, Firenze e Rimini; tali strutture, agendo come veri e propri portali catalizzatori, avrebbero avuto il compito d’indirizzare i turisti verso il territorio. L’idea probabilmente prendeva spunto dal memoriale di Caen, in Normandia, inaugurato nel 1988. A diversi anni di distanza, tuttavia, possiamo forse concludere che questa strada non è la più opportuna da seguire, anche perché nell’era ipertecnologica, la connessione internet, oggi, potrebbe permettere ai turisti di usufruire di percorsi personalizzati di visita e di approfondimento al “sistema Linea Gotica”.

Invece di focalizzarci sull’hardware – prendendo a prestito un termine informatico – ovvero sulle strutture di servizio al turista, sarebbe più opportuno iniziare a ragionare sul target dei potenziali turisti: chi sono e chi potrebbero essere i possibili fruitori, ovvero le persone interessate alla Linea Gotica?

Per quanto abbiamo visto sino a oggi, si tratta di reduci coi relativi familiari, di collezionisti di militaria, di scuole, di curiosi, di semplici appassionati di storia e di gruppi organizzati con interessi storico-militari e, infine, anche dei cosiddetti “esploratori” delle radici della Costituzione. Ognuno di questi target rappresenta un mercato completamente diverso dall’altro, ma anche un segmento ben definito, in cui ciascuno riesce a soddisfare le proprie esigenze. Per i reduci “Linea Gotica” significa tornare sui campi di battaglia, per i familiari vedere i luoghi dove ha combattuto il padre o il nonno, per gli appassionati di storia in generale, invece, visitare i campi di battaglia e conoscerne le vicende storiche. Per i collezionisti, poi, significa rinvenire oggetti militari e anche visitare le collezioni custodite nei musei, invece per gli “esploratori” delle radici costituzionali c’è l’esigenza di trovare le fonti dell’odierna convivenza civile. Per le scuole la Linea Gotica rappresenta in generale la possibilità di conoscere i luoghi della memoria, mentre, per quelle del territorio coinvolto, significa, nello specifico, anche poter contestualizzare le storie familiari degli alunni. Infine i gruppi con interessi storico-militari sono mossi dal desiderio di verificare sul campo le strategie militari adottate per quella specifica battaglia. Quindi, in conclusione, per ognuno di questi target il brand Linea Gotica ha un significato preciso e un mercato che possiamo definire strutturato e consolidato, in cui ciascuno sa cosa vuole e sa cosa cercare: un nuovo museo, un nuovo percorso sono sufficienti a scatenare l’interesse per visitarlo o percorrerlo.

7. Il mercato dei “curiosi”, ovvero dei potenziali turisti

Eppure, nonostante non esista una politica turistico-culturale per la Linea Gotica, sempre più persone frequentano i piccoli musei, si recano sui luoghi riuscendo a reperire le informazioni in internet, negli uffici di informazioni e accoglienza turistica o nelle Pro loco, usufruendo di quel poco materiale turistico che le strutture sono riuscite a predisporre.

Senz’ombra di dubbio, inoltre, si può affermare che il trend dei visitatori è in aumento, quindi che la domanda non solo esiste, ma è interessante da un punto di vista economico.

I curiosi rappresentano il segmento di mercato più numeroso e il più interessante, anche se il più difficile da “colpire”, parlando in termini pubblicitari.

Per questi la situazione, rispetto agli altri fruitori, è profondamente diversa: i curiosi non hanno un’esigenza specifica e spesso sanno solo che la Linea Gotica è esistita e poco più, oppure da dove partire per iniziare a visitarla o anche solo dove reperire le informazioni.

Di contro, però, questi stessi curiosi sono consapevoli che, qualora volessero trascorrere un periodo di vacanza in Normandia, le loro esigenze sarebbero soddisfatte. Infatti sarebbe sufficiente dotarsi di una semplice guida turistica, recarsi sul posto ed entrare poi nei vari uffici turistici dei paesi francesi, dove poter reperire le informazioni su musei, cimiteri, percorsi, fortificazioni o spiagge.

Quindi cosa c’è di diverso tra la Normandia e la Linea Gotica? E con questa domanda siamo arrivati al nocciolo di tutto il nostro ragionamento: le aspettative del turista.

8. Il turismo emozionale ed esperienziale

Cerchiamo allora di capire quale sia il vero valore aggiunto offerto dalla Normandia da un punto di vista turistico. Senza considerare l’organizzazione territoriale in sé, la Normandia offre lo scenario emozionale ed esperienziale dello sbarco: la cedevolezza della sabbia delle vaste spiagge, la fredda umidità e la muffa cresciuta sul cemento dei cupi bunker costieri, lo sciabordio delle onde dell’oceano, col corollario di vari e molteplici odori.

Quindi, a nostro avviso, non sono solo le vicende storiche e i musei che i turisti cercano in Normandia, quanto piuttosto le tracce e le emozioni legate ai luoghi della storia, luoghi in cui poter riascoltare le parole dei protagonisti, dove poter comprendere tutta la carica emotiva dell’esperienza che trasuda da quelle stesse parole e vedere con i propri occhi il medesimo scenario vissuto dai soldati nel 1944: una sorta di then and now emozionale e geografico, un punto di congiunzione tra il turista di oggi e l’esperienza del testimone-protagonista del giugno 1944.

Tale processo evocativo potrebbe essere applicato anche alla Linea Gotica, ma con l’avvertenza – ed è qui che le politiche storiografiche e le esigenze turistico-culturali devono convergere – che il turista deve sapere molto bene cosa si cela dietro i ricordi, perché il testimone-protagonista era lì, qual era il suo compito e, ultimo ma non meno importante, il significato di quell’esperienza per lui, turista, oggi.

9. Il sistema Linea Gotica

A nostro avviso, l’unica strategia possibile per lanciare il prodotto Linea Gotica è costruire un “sistema Linea Gotica”, una vera e propria rete dei principali luoghi della memoria, dove i piccoli musei possano essere valorizzati, a fronte, però, di un’alta caratterizzazione storica, che permetta di raccontare a 360 gradi la storia del luogo e le storie dei testimoni. Luoghi e musei devono, quindi, suscitare riflessioni e domande, più che fornire risposte e, infine, rimandare ad altri luoghi e musei per collegamenti o approfondimenti. Concludendo, ogni singolo luogo di memoria deve costruire la propria specifica narrazione, che diventa parte integrante della narrazione del sistema Linea Gotica.

Solo in questo modo essa potrà diventare un brand finalmente riconoscibile, composto da tanti micro-brand. In fondo – passateci la voluta provocazione paradossale – i luoghi di memoria della Linea Gotica non potrebbero essere considerati altrettante “micro-Normandie”?


Bibliografia

  • Amicarella D. e Guglielmi D. 2016
    Linea Gotica 1944-45, settore occidentale e settore orientale, Firenze: Multigraphic
  • Angeli Munoz G. 2014
    Linea Gotica come luogo di memoria. Ricognizione sullo stato degli studi e delle pubblicazioni, Cesena: Il Ponte Vecchio
  • Arbizzani L. (ed.) 1993
    Al di qua e al di là della Linea Gotica 1944-1945. Aspetti sociali, politici e militari in Toscana e in Emilia-Romagna, Bologna-Firenze: Regioni Emilia-Romagna e Toscana
  • Ardito S. 2015
    I Sentieri della Linea Gotica. Guida e taccuino per il viaggio, Milano: Touring Club Italiano
  • Carrattieri M. e Preti A. (eds.) 2018
    Comunità in guerra sull’Appennino. La Linea Gotica tra storia e politiche della memoria, Roma: Viella
  • Di Valerio F. e Paticchia V. (ed.) 2000
    Un futuro per il passato: memoria e musei nel terzo millennio, Bologna: Clueb
  • Fabbri M. 2017
    A piedi sulla Linea Gotica, Manfredonia: Pacilli
  • Magneschi L. (ed.) 2005
    Il Parco Culturale della Linea Gotica in Toscana. Atti della giornata di studi, Marina di Carrara, 16 novembre 2005, Firenze: Regione Toscana
  • Magneschi L. 2008
    Il Parco culturale della Linea Gotica, in Territori e memorie. Esperienze e progetti europei a confronto (29-30 marzo 2008), https://online.ibc.regione.emilia-romagna.it/h3/h3.exe/apubblicazioni/t?NRECORD=0000047817
  • Marchi A., Ronchetti G. e Turchi M. 2020
    Di guerra e di genti. 100 racconti della Linea Gotica, Bologna: Pendragon
  • Melis A. 2019
    La Linea Gotica. Guida ai luoghi, alla storia e ai personaggi, Treviso: Editoriale Programma
  • Paticchia V. (ed.) 2005
    Percorsi della memoria. 1940-1945 la storia, i luoghi, con la collaborazione di Zurzolo P., Bologna: Clueb
  • Paticchia V. 2008
    Una rete territoriale dei luoghi di memoria: il progetto Linea Gotica, in Territori e memorie. Esperienze e progetti europei a confronto (29-30 marzo 2008), https://online.ibc.regione.emilia-romagna.it/h3/h3.exe/apubblicazioni/t?NRECORD=0000047817
  • Paticchia V. e Tonet G. (eds.) 2009
    Percorsi di memoria: Guerra e Resistenza in Emilia Romagna, https://patrimonioculturale.regione.emilia-romagna.it/istituto/parliamo-di/percorsi-di-memoria-guerra-e-resistenza-in-emilia-romagna
  • Paticchia V., Brusa M. e Gherardi M. 2017
    Trekking Linea Gotica. Dal Tirreno all’Adriatico. In cammino sulle tracce della Linea Gotica, fronte invernale 1944/45, Rimini: L’Escursionista
  • Pela D. 2018
    Il cammino della Linea Gotica, Jesi: Costess
  • Pela D. e Meschini A. 2011
    In bicicletta sulla Linea Gotica. Itinerario cicloturistico lungo uno dei luoghi simbolo della seconda guerra mondiale, Jesi: Costess New Media
  • Ridolfi V. (ed.) 2005
    Paesaggi della Memoria. Itinerari della Linea Gotica in Toscana, Milano: Touring Club Italiano
  • Rochat G., Santarelli E. e Sorcinelli P. 1986 (eds.)
    Linea Gotica 1944. Eserciti, popolazioni, partigiani. Milano: Franco Angeli
  • Ronchetti G. 2018
    La Linea Gotica. I luoghi dell’ultimo fronte di guerra in Italia, Fidenza: Mattioli 1885
  • Ronchetti G. e Paticchia V. (eds.) 2005
    Emilia Romagna. Itinerari nei luoghi della memoria 1943-1945, Milano: Touring Club Italiano

Risorse


Note

1. Titolo originale: The longest day, diretto da: Ken Annakin, Gerd Oswald, Bernhard Wicki, Andrew Marton e Darryl F. Zanuck; è uscito nel 1962. Vinse ben due premi Oscar: miglior fotografia e migliori effetti speciali, oltre a essere stato candidato come miglior film, migliore scenografia e miglior montaggio.

2. Titolo originale: Saving Private Ryan, diretto da Steven Spielberg; è uscito nel 1998. Vinse cinque premi Oscar: migliore regia, migliore fotografia, miglior montaggio, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro, oltre a essere stato nominato come miglior film, miglior attore protagonista, migliore sceneggiatura originale, migliore scenografia, miglior trucco e miglior colonna sonora.

3. La serie tv, prodotta dallo stesso Steven Spielberg, è uscita nel 2001 e consta di dieci puntate. Ha ricevuto ben 19 nomination agli Emmy Award vincendone sei.

4. La prima versione del video gioco, uscita nel 1999 è stata scritta e prodotta dallo stesso Spielberg, poi sviluppata da Electronic Arts. È un videogioco del genere sparatutto in prima persona. L’ultimo episodio è del 2012.

5. La prima versione è del 2003, l’ultimo episodio è del 2020. Del video gioco sono stati prodotti diciotto episodi e conta ben 520 milioni di giocatori.

6. Leggi minori sulla Memoria storica collettiva delle Marche, Regione Marche, www.regione.marche.it/Portals/0/Cultura/Documenti/leggi%20memoria%20storica.pdf?ver=2016-03-22-163115-157&ver=2016-03-22-163115-157.

7. «Articolo 3. Finalità della Convenzione. La Convenzione per la realizzazione di un sistema territoriale a rete della “Linea Gotica” rappresenta lo strumento per avviare un processo che preveda: - La creazione di un “Sistema territoriale a rete della Linea Gotica”, una sorta di “ecomuseo storico” quale contenitore di memoria, identità culturale, territorio e paesaggio, a valenza nazionale ed europea, nella cui fattibilità siano pienamente coinvolte le istituzioni regionali, provinciali e locali; - La “messa a sistema” del ricco patrimonio storico-culturale, pubblico e privato, presente sul territorio regionale e relativo alla Seconda guerra mondiale, ed in particolare al passaggio del fronte sulla Linea Gotica, rivolto alle tematiche inerenti le battaglie fra gli eserciti, la lotta di Liberazione e le violenze sulle popolazioni civili, dalle emergenze ai siti storici, dai musei alle mostre permanenti, dagli archivi agli itinerari escursionistici, fino alle diverse iniziative di tutela e valorizzazione esistenti a livello provinciale e locale; - L’identificazione e la riconoscibilità del sistema mediante un’immagine coordinata unica e un grande percorso ad anello comprendente i luoghi teatro delle fasi più significative del conflitto sulla Linea Gotica, dal litorale adriatico attraverso i passi appenninici fino ai territori della sosta invernale del fronte, arricchito localmente da ulteriori itinerari su tematiche specifiche; - La creazione di una o più strutture d’accoglienza con funzioni informative e centri di documentazione che fungano da “porte di accesso” al sistema ed alle sue articolazioni territoriali; - La realizzazione di pacchetti turistici integrati completi di servizi, nel quadro di azioni di marketing territoriale delle zone montane e rurali»: Convenzione Uncem Emilia-Romagna allegato a Paticchia e Tonet (eds.) 2009, 3, https://ibc.regione.emilia-romagna.it/istituto/parliamo-di/percorsi-di-memoria-guerra-e-resistenza-in-emilia-romagna.

8. Lo studio censimento, articolato in tre report finali, era presente sul sito Sviluppo regioni, www.svilupporegioni.it/site/sr/home/argomenti-di-rilievo/valorizzazione-del-patrimonio-pubblico/documento16003387.html; da tempo il sito non è più attivo.

9. Nel 2008 la stessa deputata toscana, assieme all’emiliana Manuela Ghizzoni, presentò la proposta di legge: Norme per la promozione dei sentieri della Memoria e disposizioni per la tutela e la promozione della memoria dei crimini nazifascisti.

10. Linea Gotica - Officina della Memoria, Didattica e Memoria, www.lineagotica.eu/Press.aspx?id=4.